Restaurant
Giovanni Solofra e Roberta Merolli
A firmare la cucina sono gli chef Giovanni Solofra e Roberta Merolli: coppia nella vita e nel lavoro, portatori di un linguaggio fatto di tecnica, identità e poesia.
Dopo la prima stella a Taormina al St. George by Heinz Beck e il ritorno in Campania al Tre Olivi di Paestum (due stelle Michelin in soli nove mesi di riapertura), Solofra e Merolli ritornano in Sicilia e approdano al Charleston con una missione: raccontare la Sicilia attraverso una cucina che unisce memoria e innovazione. «Questo progetto rappresenta un vero ritorno al futuro, un matrimonio tra memoria e innovazione, tra la storia del Charleston e la cucina contemporanea».
Resident Chef: Manuel Motta
Il gusto della Sicilia contemporanea
Il Charleston è un ristorante che vive nel presente e apre nuove prospettive, mantenendo la stessa curiosità e lo stesso spirito di ricerca che lo hanno reso celebre.
Già negli anni Settanta, i cuochi del Charleston portavano a Palermo influenze internazionali, dando vita a piatti iconici come il filetto allo sherry o i grandi flambé in sala. Oggi quella filosofia ritorna con nuove forme e nuovi linguaggi. Tra questi, la “Turtle Soup 1969”, zuppa di tartaruga, reinterpretata come una raffinata minestra: un richiamo all’arte di Andy Warhol nella riproduzione della figura della tartaruga; la “Gramigna Lido 1969”, un omaggio ad un piatto iconico che celebra gli anni trascorsi nella terrazza che ha ospitato il Charleston a Mondello; alla lampada, un tributo ai celebri maître di sala del Charleston con un filetto aromatizzato al whisky, dalla preziosa collezione custodita dalla famiglia Glorioso con più di cento etichette. Due dessert, omaggio alla storia del Charleston: la “Coppa Charleston” e il “Turbante del Sultano”.
Fuori menù la dolcezza non manca di ironia e poesia: “Ma quanto costano le banane a Palermo?” È il dolce ispirato a “Johnny Stecchino”, simbolo di leggerezza, cinema e cultura pop. In cucina una brigata composta giovani, da diverse parti d’Italia, così come la sala.